Americani: i peggiori turisti al mondo

 

Gli americani vincono la medaglia d’oro come peggiori turisti nel mondo. A stabilirlo è un recente sondaggio svolto da una società di ricerche di settore, la Mandala Research, per conto di LivingSocial, uno dei più grandi social buying mondiali (i gruppi d’acquisto tipo Groupon, per intenderci). Gli intervistati, tutti volontari, sono 5.600, di cui solo 4.000 statunitensi e i rimanenti provenienti da quattro diversi paesi: Australia, Canada, Irlanda e Inghilterra. Sono gli americani stessi a reputarsi i peggiori, strano a dirsi.

Ma quali sono i motivi che declassano il viaggiatore medio americano? Secondo il sondaggio sembra essere la caricatura di sé stesso: cappellino, sorriso stampato, distrazione e goffaggine. Gli americani perdono spesso i documenti, gli aerei, le coincidenze, i bagagli, rimangono senza contanti (è vero anche che negli Stati Uniti la carta di credito si usa anche per acquistare il quotidiano); e come se non bastasse rimangono vittime delle fregature e di bisogni fisiologici imbarazzanti. Tanto da non trovare in tempo i servizi. Complice di questo stereotipo tutto americano è forse anche la mancanza di ferie degli sventurati statunitensi, solo 16 giorni di vacanza annuali in media, contro i 28 dell’Irlanda, i 27 dell’Australia, i 23 degli inglesi e i 21 canadesi. Gli americani, quindi, risulterebbero poco avvezzi al viaggio all’estero? Non esattamente. Pare sia proprio una questione culturale e di abitudini, dato che in media il 78% della popolazione ha visitato almeno un paese straniero e il 61% più d’uno.

Gli irlandesi considerano invece gli inglesi come pessimi nel viaggiare, a loro volta i britannici considerano i tedeschi i peggiori al mondo in fatto di adattabilità e comportamenti in paesi stranieri. Ma i secondi in classifica risultano essere i cinesi, seguiti dai francesi, i giapponesi e i russi. I giapponesi sono penalizzati molto dalla mania per la fotografia e, insieme ai cinesi, hanno sempre pochissimo tempo per visitare i luoghi (loro in media hanno circa una settimana di ferie all’anno). Alzi la mano chi non ha mai avvistato gruppi di cinesi o giapponesi in preda a stordimento da jet lag inseguire forsennatamente la guida turistica e fotografare qualsiasi oggetto in movimento o fermo che sia.
E gli italiani? Solo al dodicesimo posto, e non per chiassosità o mancanza di adattabilità alle culture differenti come si potrebbe pensare. Lo stereotipo legato al viaggiatore italico è quello del look, che vede l’italiano troppo concentrato sulla moda e incapace di adattare l’abito alla circostanza (tipo scalare una montagna con un paio di sneakers e una borsetta griffata in mano, secondo l’immaginario comune di uno straniero, è tipicamente italiano). Ma il dato che più stupisce (e che non è legato all’italiano medio) è l’alto tasso di furti che si verificano negli hotel: quattro americani su dieci hanno rubato almeno una volta un oggetto dalle strutture in cui hanno soggiornato. E non stiamo parlando solo di prodotti per l’igiene personale, ma di accappatoi, bibbie, ombrelli e perfino cuscini. Per una volta gli italiani non sono i peggiori.

Fonte : Yahoo Notizie

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