A San Valentino si regala…

Non esiste altra occasione al mondo, eccezion fatta per Natale, per la quale si scrivano così tantibiglietti. Stiamo parlando della festa degli innamorati, San Valentino, che ogni 14 febbraio, nei soliStati Uniti, interessa uno scambio di circa 1 bilione di frasi d’amore.  Amore in tutti i sensi, tanto che in alcune classifiche che sono state stilate figurano nelle prime posizioni, come destinatari di questo intenso traffico di posta, insegnanti, bambini, mamme, mogli, innamorati e… animali. Ecco un elenco di cose poco note che riguardano San Valentino.

Secondo alcune stime diffuse lo scorso anno, in seguito a un sondaggio di Coldiretti, quasi un innamorato su due (48%) regala a San Valentino fiori che sono tradizionalmente l’omaggio preferito, seguito a grande distanza da cioccolatini (25%), vestiti (15%), profumi/gioielli (12%). Saranno circaventi milioni i fiori acquistati e a farla da padroni saranno soprattutto le rose (14 milioni) per una spesa complessiva di circa 75 milioni di euro tra piante e fiori. Sarà curioso scoprire con la crisi quanto questa inciderà anche sull’ondata floreale.

Altro che amore e romanticismo: un quinto dei 24.000 intervistati da Reuters/Ipsos nel 2010 provenienti da 23 Paesi diversi preferirebbe trascorrere il giorno di San Valentino insieme al proprio animale domestico. La percentuale cambia però in base all’età: gli under 35 che scelgono Fido sono il 25%, mentre gli adulti dell’età 35/54 anni sono il 18%. In pratica, ad alzare la media sono i più anziani. A distinguersi in questa particolare predilezione sono i Turchi che non intendono vedere il proprio partner neanche dipinto in un caso su due preferendo di gran lunga l’affetto e la compagnia del proprio animale; ma anche Indiani (41%) e Giapponesi (30%) non sono particolarmente sdolcinati. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dai francesi: solo il 10% preferirebbe una cenetta a base di crocchette con il proprio cane rispetto a una con il proprio compagno.

La tradizione di scambiarsi biglietti d’amore risale al tardo Medio Evo quando, precisamente nel 1415, Carlo duca d’Orléans, fatto prigioniero nella Torre di Londra dopo la sconfitta di Agincourt, scrisse la sua prima “valentina” destinata alla moglie. Solo più tardi, con la scoperta dell’America, è esplosa anche la mania di regalare cioccolato: al tempo, infatti, era un bene raro e prezioso. Inoltre, secondo la leggenda, gli venivano attribuiti poteri afrodisiaci. Un’altra tesi invece affonda le radici dell’usanza di scambiarsi messaggi d’amore nata intorno al circolo culturale di Geoffrey Chaucer, capostipite della tradizione dell’amor cortese, che a sua volta, nel “Parlamento degli uccelli”, associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia.

La decisione di attribuire a San Valentino da Terni questa celebrazione è attribuita a Papa Gelasio I che nel 496 decise di sostituire la festa pagana delle lupercalia (istituita, secondo la tesi più accreditata, per invocare la protezione di bestiame ovino e caprino dall’attacco dei lupi).

Il motivo per cui le rose rosse incarnino, meglio di qualsiasi altro omaggio floreale, lo spirito della festa di San Valentino è dovuto a due motivo: uno prettamente estetico nel senso che il colore rosso molto acceso esprime naturalmente passione e passionalità. Ma non solo. La tradizione vuole che un giorno San Valentino casualmente si trovò ad ascoltare il litigio tra due giovani fidanzati. Intervenendo per fare da paciere, colse una rosa rossa dal giardino di casa, la regalò loro con l’impegno a stringerla insieme così che il Signore vegliasse sull’eternità del loro amore.

Alcune singolari usanze per celebrare San Valentino raccolte qua e là in Italia: a Quero, in provincia di Belluno, si è soliti benedire le arance lanciandole da un pendio nei pressi dell’oratorio di San Valentino. A Pozzoleone, in provincia di Vicenza, si svolge tuttoggi un’antica fiera dedicata a San Valentino di cui si trovano tracce già a partire dal 1517. A Vico del Gargano, nel foggiano, arance e alloro adornano la statua di San Valentino che viene portata in processione lungo le vie del paese per poi concludersi con una grande festa in piazza. A Terni è sorta la Fondazione San Valentino che cura il culto per tutto l’anno e in particolare, ovviamente, a febbraio.

San Valentino è anche tristemente associato a una delle più violente stragi operate da Al Capone: è il 14 febbraio del 1929 quando i picciotti del boss sterminano la banda dell’eterno rivale, l’irlandese George Bugs Moran.

La festa di San Valentino è strettamente legata a un’altra ricorrenza che però in Italia viene ignorata: è il “White day”: in Giappone è stato introdotto nel 1978 dall’Associazione nazionale delle indutrie dolciarie come risposta alla festa degli innamorati. Da allora il 14 febbraio le ragazze offrono del cioccolato ai loro amati: se questi accettano il dono, possono ricambiare con un altro dono, per lo più cioccolato bianco, un mese dopo, il 14 marzo.

 

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