“Ho inventato la macchina del tempo”

Cosa direste a voi stessi, se vi trovaste di fronte alla persona che eravate qualche anno fa? Conviene rifletterci un istante, perché re-incontrarsi nel passato non è un’ipotesi così assurda come può sembrare. I viaggi nel tempo sono compatibili con la teoria della relatività generale di Einstein. Il difficile è scoprire come imbarcarsi in una tale impresa. Richard Gott III, professore di astrofisica alla mitica Princeton University, un’idea in proposito ce l’ha.


Tutto è iniziato nel 1991, quando trovai una soluzione esatta delle equazioni di campo di Einstein per due stringhe cosmiche in movimento”, racconta Gott. Scoprii che permetteva di andare a ritroso nel tempo. Già nel 1905 Albert Einstein dimostrò che era possibile mandare avanti gli orologi. Ora sembra che la relatività generale ammetta anche i viaggi nel passato. Il trucco è aprirsi un varco nello spazio-tempo. Com’è noto, lo spazio-tempo non è rigido, ma s’avvalla e si piega per effetto della gravità. Le stringhe cosmiche potrebbero creare il fatidico passaggio per catapultarsi nel passato.


Le corde cosmiche sono ipotetiche strutture tubolari, più sottili del nucleo di un atomo, che contengono un vuoto quantico. Non sono state ancora osservate direttamente nell’Universo, ma le stiamo cercando”, spiega lo scienziato: “All’interno di queste strutture si trovano dense concentrazioni d’energia e una pressione negativa. L’effetto anti-gravitazionale che si genera permetterebbe di deformare lo spazio-tempo a forma di cono attorno alle stringhe cosmiche, offrendo una scorciatoia nello spazio-tempo”. In altre parole, si verrebbe a creare un percorso tra due punti più breve, percorribile più velocemente rispetto al percorso standard di un raggio di luce.

La macchina del tempo ideata da Gott non è concettualmente diversa dall’idea dei wormhole di Kip Thorne. Ma è davvero fattibile o si tratta di pura speculazione? “Non è qualcosa che si può fabbricare nel garage di casa”, chiarisce l’astrofisico, che all’argomento ha dedicato anche il libro Viaggiare nel tempo (Mondadori, 2005): “Una macchina del tempo richiederebbe l’impiego di centinaia di milioni di masse solari. È un progetto che solo una civiltà molto avanzata potrebbe realizzare“. Allora, perché interessarsi tanto al problema, se comunque è al di fuori dalla nostra portata? “Perché capire come costruire una macchina del tempo ci aiuta a indagare le leggi della gravità quantistica e potrebbe svelarci com’è nato e come funziona il nostro Universo“. Il ragionamento arriva fino all’estremo. Gott, infatti, non esclude che stiamo vivendo in un Universo madre di se stesso: “Nel 1998, io e Li Xin-Li scoprimmo che un loop temporale avrebbe permesso al cosmo di generarsi. In questo modello, il cosmo si auto-crea in una sorta di circuito chiuso, per cui si ritorna al punto di partenza e si riparte“.

I viaggi nel tempo fanno molto discutere i fisici perché potrebbero determinare situazioni paradossali. Per esempio: se una persona andasse nel passato e uccidesse suo nonno, come farebbe poi a nascere nel futuro? Sono state proposte alcune soluzioni, come quella degli universi paralleli. Tuttavia, alcuni scienziati come Stephen Hawking sono fortemente scettici a riguardo. Hawking è convinto che verrà fuori un effetto della gravità quantistica che viola la costruzione delle macchine del tempo. “Eppure – ribatte Gott – al momento le leggi della fisica, per come le conosciamo, non ci impediscono di ritenere che sia possibile dire ‘ciao‘ al proprio sè più giovane“. Cominciate quindi a pensare alle raccomandazioni che vi dareste per evitare gli sbagli che avete poi commesso nel futuro.

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